INVECCHIARE è BELLO?

LO YOGA NON HA ETA'

Andrè Van Lysebeth, in un articolo apparso sulla sua rivista “Yoga” nel 1984, introduce così il tema “Lo yoga non ha età”: «Conosco una yogini molto affascinante, di cui non cerco neppure di indovinare l’età. Rispetto infatti la sua consueta risposta alle persone indiscrete che le chiedono quanti anni abbia: “non lo so, il tempo cambia in continuazione”, accompagnata da un sorriso disarmante. Cosa si può aggiungere? Civetteria femminile o saggezza?». Probabilmente entrambe. Di certo, riconoscersi invecchiati non è una sensazione gradevole, ma necessaria per la nostra crescita. Perdere un’immagine di se stessi costituita di elementi un tempo ritenuti essenziali, come la bellezza, un certo atteggiamento atletico, l’ambizione di conquistare il mondo, può essere doloroso da accettare. «Qualsiasi cosa possa essere per te importante, come l’aspetto o il talento, è destinato a trasformarsi; e quando questo avviene e te ne accorgi, inizia la tua sofferenza», conferma Sharon Saltzberg, insegnante di meditazione buddhista presso il “Barre Centre for Buddhist Studies” in Massachusetts. «La vita è cambiamento, tutto invecchia e finisce per morire. È una verità universale che accomuna uomini, animali, piante. Non ce ne accorgiamo perché siamo sempre affaccendati con altro e con obiettivi di diverso tipo. Viviamo separati dalla reale natura delle cose. Ma la vita accade inevitabilmente, anche senza di noi».

Bice Mattioli