LE VIRTU’ DELLA CURCUMA

BENESSERE PER ARTICOLAZIONI, FEGATO, STOMACO E INTESTINO

Dott.ssa Marianna Bechi

La Curcuma (Curcuma longa L. Fam Zingiberaceae) è una pianta originaria dell’Asia, in particolare di Pakistan e India, chiamata anche “zafferano delle Indie“.
Il suo rizoma (parte del fusto sotterraneo) sbollentato, essicato e polverizzato, presenta un tipico colore giallo e da anni viene usato come colorante, per cibo e tessuti.
In alimentazione, la curcuma costituisce un importante ingrediente del curry, miscela di erbe e spezie molto utilizzata nella cucina indiana, anche per il suo potere digestivo.
Da un punto di vista fitoterapico questa pianta, nota fin dall’antichità nella medicina ayurvedica, presenta diverse proprietà terapeutiche, dovute soprattutto alle sostanze coloranti presenti nel suo rizoma, i curcuminoidi ed in particolare la curcumina (clicca qui). Contiene inoltre amidi, fibre, flavonoidi e un olio essenziale ricco di terpeni.

AZIONE ANTI INFIAMMATORIA
La curcumina inibisce due enzimi (cicloossigenasi e lipoossigenasi) responsabili della produzione di sostanze pro infiammatorie, riducendo così gli stati di infiammazione. Risulta quindi molto utile nell’artrosi e nelle forme reumatiche, nelle forme infiammatorie dell’intestino (ad es. colon irritabile), oltre che in molte patologie degenerative su base infiammatoria.

AZIONE ANTIOSSIDANTE
Diversi studi hanno dimostrato un’importante attività antiossidante della curcuma. Questo le conferisce un elevato potere protettivo contro i danni dovuti ai radicali liberi, riscontrato soprattutto a livello di stomaco, intestino e fegato (clicca qui).

AZIONE PROTETTIVA DEL FEGATO
In virtù della sua azione antiossidante, antinfiammatoria ma anche coleretica (promuove la sintesi e la secrezione della bile e la rende più fluida) e ipocolesterolemizzante, l’estratto di curcuma ha dimostrato proteggere il fegato da infiammazione, steatosi (fegato grasso) e dai danni dovuti all’assunzione di farmaci epatotossici.

AZIONE DIGESTIVA e PROTETTRICE DELLA MUCOSA GASTRICA
Stimolando la secrezione biliare, favorisce la digestione dei grassi. Ai dosaggi adeguati, la curcuma ha dimostrato un effetto protettivo della mucosa dello stomaco dall’aggressione dei succhi gastrici e un effetto contrario in caso di sovradosaggio (clicca qui).

USO ESTERNO – AZIONE ANTISETTICA e CICATRIZZANTE
Da anni in india la polvere di curcuma viene utilizzata per curare ferite, scottature e punture d’insetto.
Diversi studi attribuiscono inoltre alla curcuma attività preventive e di supporto nei confronti delle forme tumorali, perchè sembra ostacolare la trasformazione e la proliferazione delle cellule neoplastiche.

COME ASSUMERE LA CURCUMA
A scopo preventivo la polvere di curcuma può essere aggiunta all’alimentazione nella dose di due cucchiaini da caffè al giorno, come condimento a fine cottura delle pietanze o miscelata allo yogurt, a formare una salsa.
Per un più efficace effetto terapeutico, meglio scegliere l’estratto secco titolato in curcumina, in forma di integratore.
In questo caso la posologia giornaliera sarà: estratto secco titolato al 4% in Curcumina da 8 a 10 mg per kg di peso corporeo in due somministrazioni, lontano dai pasti.
La curcumina risulta maggiormente biodisponibile, riesce cioè ad entrare meglio in circolo e ad esercitare i suoi effetti benefici, se accompagnata da sostanze come la piperina (ricavata dal pepe nero), se accorpata ad una frazione lipidica o inserita in una struttura micellare.

CONTROINDICAZIONI
Per anni la curcuma è stata utilizzata come condimento senza causare particolari effetti collaterali; tuttavia meglio non assumerla o chiedere il parere del medico in caso di: gravidanza e allattamento, ostruzione delle vie biliari, calcolosi biliare, terapia con anticoagulanti (la pianta ha un discreto effetto fluidificante del sangue). Dosi eccessive di Curcuma possono causare disturbi gastrici, cosa che non avviene se ci si attiene ai dosaggi indicati.